venerdì 7 agosto 2009

Ministero della Magia - 4 dicembre

Scandone stava accuratamente evitando di parlare con chicchessia. Certo,
conosceva buona parte di quella combriccola spietata che seguiva come lui il
ministro attraverso i corridoi, ma non vedeva almeno due persone che si era
aspettato di vedere: Vizzini e Camuna.
Lui (Scandone), Giano, Vizzini e e Camuna erano stati proprio - in
fondo - gli artefici di quella riunione che si sarebbe svolta di lì a
poco. Ricordava ancora la sera in cui, incontratosi con Giano per una riunione
della Commissione Maldestra (non perché fosse composta da incapaci, ma perché il
capo commissione si chiamava in effetti Susanna Maldestra) sulla sperimentazione
delle nuove pratiche magiche, si erano messi a rivangare vecchi episodi di
quando il Fulcanelli era ancora aperto e pettegolezzi sul Torneo Tremaghi
svoltosi in Inghilterra qualche tempo prima (entrambi sostenevano che la
vittoria di Potter fosse stata architettata dietro le quinte da qualche
insegnante: che cavolo, un ragazzo del quarto anno che vince il Tremaghi? Ma
perfavore...), quando era saltata fuori l'idea di proporre al minister la
riapertura della scuola. Avevano trovato in Vizzini (che Pasquale aveva
conosciuto durante un caso che coinvolgeva alcuni filtri oscuri illegali, anche
se non ricordava se Vizzini fosse perito dalla parte della difesa o
dell'accusa...) e Camuna (che Giano aveva portato da non ricordava che meeting
sulle bacchette autotrasfiguranti) due ottimi alleati, ed avevano insistito
tanto con l'allora sottosegretario per l'Applicazione della Legge Magica sui
Minori che, guarda caso, era ora diventato ministro.
"Vizzini e Mona Camuna si sono visti?" chiese a Serini, specificando il nome
della strega solo perché aveva un omonimo famoso (Ambrogio Camuna, commissario
tecnico della nazionale italiana di Quidditch).
Serini non rispose subito, ma fece un paio di scongiuri: stavano passando
davanti all'Ufficio Sinistri, l'ufficio più terrificante del ministero. Qualche
buontempone aveva corretto la "i" finale di "Sinistri" in una "o", e non aveva
dubbi che il responsabile fosse ora a letto con una colite spastica fulminante.
L'Ufficio Sinistri era incaricato di studiare il più grande e fondamentale
mistero della vita umana: non già la bazzecola della Vita stessa, la quisquilia
della Morte, la futilità del Pensiero, l'inutilità della Profezia, ma il cupo e
vitale mistero della Sfiga. E per una curiosa coincidenza tutti gli impiegato
dell'Ufficio avevano nomi realmente Sinistri, come la loro responsabile
Cassandra Menagramo.
Scandone imitò Serini frettolosamente (non che fosse superstizioso: che
quell'ufficio fosse impregnato di jella era un dato di fatto!) e ripropose la
domanda: "Allora? Non hanno risposto?"

--
Prof. Pasquale "Rammaggio" Scandone
Esperto di Pozioni e Alchimia

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Il segretario Serini aprì velocemente una delle cartelline che portava
con se e dopo un veloce contro su alcune carte rispose al ministro

"Vizzini e Camuna hanno avvisato che potrebbero tardare, stanno
terminando alcuni lavori urgenti e saranno qui appena finito, si
scusano del contrattempo"

Detto questo si affrettò ad aprire la porta a sinistra del quadro col mago
in lettura, all'interno c'era una stanza molto spaziosa, quasi
interamente foderata in legno con al centro un tavolo ad anello
elegantemente poggiato su un pavimento in marmo decorato.
Una larga sezione di parete era occupata da una finestra che
affacciava sul panorama dell'Isola Tiberina, parzialmente nascosto da
un fascio di bandiere lasciate lì chissà da quanto tempo.
Mingozzi si avviò trotterellando alla poltrona in corrispondenza del
centro della vetrata facendo segno agli altri maghi di accomodarsi
dove gradivano.

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Il prof. Giubbi Barranca entrò nell'asettica stanza foderata di legno
e osservò con cura ogni particolare. Immaginò che tutti i presenti in
quell'angolo di istituto si sentissero come lui vagamente storditi
dall'odore di polvere e dal lento scorrere dei minuti... guardò di
sottecchi la furba espressione di von Richthofen e, trovando in lui un
guizzo di complicità, dalla punta della bacchetta fece esplodere una
serie di petardi colorati a poca distanza dal viso del professor Scandone.

"Colleghi, ajò, bisogna festeggiare, cosa sono questa facce da
babbano? Serini, tira fuori i calici che ci facciamo una bella
bevuta!", mentre dalla sua bacchetta, insieme ai petardi, sgorgava un
liquido viola scuro dall'aspetto piuttosto inquietante e dall'odore
alcolico che bevve.... a canna.

"Professoressa centauro, alla sua salute! Hic", e si mise in posizione
da fenicottero.

G.B.B.

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Scandone, ripresosi dallo spavento procuratogli dall'amimalesco aspirante
alla cattedra di biologia magica, si ricompose evitando di guardare in
faccia Chironea o Giano, sapendo che se l'avesse fatto sarebbe scoppiato a
ridere (cosa altamente inopportuna al momento).
Evocò una comoda sedia di vimini con un cuscino di piuma e si sedette. Era
altamente sconsigliabile utilizzare le sedie del ministero, all'interno
degli uffici: non puoi mai sapere quale mago oscuro, troll misantropo,
goblin contrariato o contrabbandiere di Schiopodi Sparacoda vi ci sia
seduto, quindi era consuetudine degli addetti ai lavori portarsela da casa o
evocarla sul posto.
"Be', Mingozzi, debbo dire che l'ambiente è migliorato rispetto a come stava
prima della tua nomina... ma scusa, il quadro del nano giocoliere dove sta?
Ricordo che quando il Signore Oscuro XXIII lo distrusse fu restaurato... non
te ne occupasti tu, Chironea?"
"Dici il quadro che usano per comunicare con il premier babbano? Sì, mi
ricordo. Fu un lavoraccio: il nano doveva porsi muovere e agire ma i birilli
e la monoruota no, e in più doveva anche ricordarsi i messaggi..." ricordò
la centaura con un brivido che le fece frustare l'aria con la coda.
Mingozzi sospirò: "Abbiamo dovuto rimuovere il quadro gemello da Palazzo
Chigi all'inizio della scorsa legislatura babbana." spiegò, "L'ex primo
ministro babbano lo considerava di cattivo gusto, ma la verità è che
l'opposizione lo prendeva in giro..."
I presenti annuirono sogghignando.
"E adesso che cosa avete messo come..."
"Il quadro del Salumiere in Bicicletta che stava all'ambasciata Americana."
La temperatura nella stanza si abbassò di due o tre gradi mentre uno stormo
di cornacchie fuori della finestra iniziò un'improvvisa e repentina
migrazione.

"Bando alle ciance, direi che è d'obbligo iniziare questa riunione... in
fondo siamo qui per discutere della riapertura dell'I.S.I.D.E. Fulcanelli,
non per scherzare su nani e mortadelle... ora, se permettete..." trasse
fuori dal borsellino una lunga pergamena nel più classico stile Mary
Poppins, "il problema che ha portato alla chiusura del Fulcanelli il secolo
scorso, fu la scarsità degli iscritti... da un po' di anni a questa parte,
la popolazione magica è aumentata, e quindi si è resa necessaria l'apertura
di scuole di magia private... lo Stato, però, dovrebbe probbedere a
garantire un servizio pubblico funzionale all'istruzione delle nuove
generazioni di maghi e il diritto allo studio, quindi..."
"Riteniamo che i tempi siano maturi per la riapertura del Fulcanelli." lo
interruppe Mingozzi, "Lo so. Questo è stato l'incipit delle tue ultime
sedici missive, Scandone, ormai lo so a memoria."
"Tu sì, ma gli altri?" bofonchiò Scandone. "il punt è che se riapriamo il
Fulcanelli non possiamo riprendere la tradizione delle quattro scuole...
siamo in pochi esperti a poter insegnare lì dentro, e nessuno specializzato
nelle tradizionali opere delle scuole del Luporosso, del Cervoverde, della
Quagliazzurra o del Verrobianco: dobbiamo non solo partire da zero, ma anche
adeguarci alli standard dell'UME."
"Ume?" chise Mingozzi spaesato.
"U-EMME-E, Mingozzi, l'Unione Magica Europea."
"Ah, già... non l'avevo mai sentita pronunciata come parola, in genere si
usa la sigla."
"Non fare espedienti alla Her-ma-io-ni, perpiacere..." borbottò l'altro.

Pasquale Scandone
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* la battuta fa riferimento al curioso film "Dentista Junior" commedia di
Elijah (El) Brooks, destinata a un pubblico magico in cui c'era il seguente
scambio di battute tra il Dentista e l'assistente che viene scabiata per
paziente: "Ah, beve, lei è qui per l'appuntamento? Si sieda signora
Lockhart" "Er.. ma.. io.. n-ni." e il destista: "Va bene miss Hermione, si
accomodi pure."

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