venerdì 7 agosto 2009

Ministero della Magia, Bar - 4 dicembre 2006

Il Ministro terminò il suo cappuccino e spazzando via le molte
briciole del suo pasto dall'abito si alzò.

"Bene signori, allora se volete seguirmi nella sala riunioni, possiamo
iniziare a parlare del futuro assetto della scuola" esordì e poi fece
cenno a Serini e questi prese una grossa borsa di pelle che il
ministro teneva vicino alla sua sedia.

"Da questa parte" ed iniziò a salire lungo la scalinata circolare
verso l'ultimo piano, diretto alle "segreterie del ministro", un nome
pomposo e altisonante per indicare un lungo corridoio su cui
affacciavano gli uffici dei vari segretari e sottosegretari che
svolgevano compiti per cui, come tradizione, il ministro in carica si
sarebbe preso ovviamente tutti i meriti.

Il lungo corridoio su cui si alternavano porte con nomi o numeri e
grandi quadri di maghi sonnecchianti o intenti a chiacchierare fra di
loro ignorando tutti e tutto, in fondo si trovava un ambiente più
largo con tre porte intervallate dai soliti quadri, la centrale
portava negli uffici del Ministro, le altre due erano senza alcuna
indicazione, a sinistra della porta centrale c'era un quadro che
ritraeva un mago intento a leggersi un giornale seduto ad una
scrivania.

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Giubby (così lo chiamavano i pochi intimi) Barranca, lentamente e con
una certa flemma, si alzò per seguire il Ministro. Raccolse alcune
briciole di aracrosta ("Alle cinciatristi piacciono moltissimo, sono
un ottimo rimedio per farle smettere temporaneamente di piangere") e
si avviò.

"Sallustio, se mi dici dove si trovano i miei alloggi ci mando subito
i miei bagagli. C'è ancora quella meravigliosa dépendence sull'isola
Tiberina o avete trovato un nuovo giardino? Sai, per le esercitazioni
pratiche. E poi ogni tanto vorrei poter ospitare Cristino il Muffone."

Seguì il Ministro lungo la scalinata e i corridoi che portavano alle
segreterie, facendo linguacce ai volti dei Maghi sui dipinti,
ridacchiando e tirando la manica al professor Scandone, ogni tanto
rivolgendosi alla centauro con affermazioni del tipo: "ohibò, questo sì
che si chiama portamento" e "la sua camicetta è davvero meravigliosa,
da dove arriva la stoffa?"

Seguì il ministro fino alla porta della sala riunioni, e restò in
attesa di nuove indicazioni.

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G.B.Barranca

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Udendo le parole del ministro Chironea si affrettò a buttar giù l'ultimo sorso
del suo succo di Qualcosa (ringraziando il cielo che le fosse capitato quello alla fragola, ricordando l'orribile esperienza con una sciacquatura di piatti…) e diede un'amichevole colpetto sul collo della grossa Thestral che si guardava intorno con interesse mentre il padrone la legava alla balaustra. Sperò che il pilota pazzo la portasse con se al Fulcanelli e ringraziò anche che ci fosse il suo amico Scandone: la vicinanza con umani sconosciuti che insistevano nel baciarle le mani la faceva sentire molto perplessa.
Seguì il corteo guardandosi intorno con interesse vedendo le opere che aveva
studiato ed apprezzato, rispondendo con cortesia ai commenti del piccolo professore sardo che sembrava avere l'argento vivo addosso. Lo dimenticò di colpo vedendo L' "ufficio dei centauri" dalla cui porta semiaperta si vedeva una stanzetta non più grande di un ripostiglio dal soffitto pieno di ragnatele e contenente una vetusta scrivania a cui sedeva un vecchietto antichissimo intento alle sue parole crociate. Non resistette alla tentazione di affacciarsi ricordando le storie che le aveva raccontato Scandone su quel particolare ufficio dicendo:

-Sono venuta a riferire la mia presenza, signore.-

Ma come si era aspettata l'anziano non alzò nemmeno il naso, limitandosi a
brontolare:

-Marisa, la volemo finì co' sti sgherzi o no?-

Le scappò una risatina e si affrettò a seguire gli altri che si stavano
avvicinando ad un grosso quadro contenente un lettore di giornale.

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Vedendo che il ministro si alzava, Otto si chinò verso il barista dicendo:

-Mein Herr, vi devo chiedere una cortesia. Se non dovessi tornare per pranzo potete provvedere a mettere 5 kg di carne in un secchio vicino alla balaustra?-

Non senza motivo, il barista lo guardò perplesso:

-E dove li prendo???-

Otto non si scompose:

-Non importa da dove, vi pagherò il disturbo.-

Senza nemmeno attendere risposta, il pilota si affrettò a seguire il gruppo che
si era già avviato per le scale. Guardò i quadri per curiosità ma il suo interesse venne risvegliato solo dal ritratto di "Dangerous" Dai Llewellyn (al quale fece il saluto militare) e da un dipinto che raffigurava una tappa della corsa annuale di scope svedese (a cui aveva partecipato e vinto anche se era stato cortesemente invitato a NON ripresentarsi). La cosa che più lo divertì fu vedere le foto, gli stendardi e gli insulti reciproci fra i sostenitori delle squadre
italiane di Quidditch fra le quali primeggiavano le Cocorite di Catarella di
Canicattì e i Coccoloni di Casa del Diavolo perugini.
Era così intento nella sua lettura che per poco non andò a sbattere contro i
colleghi allineati davanti al quadro del lettore di giornale.

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"Ah..." pensò Leonardo distogliendo gli occhi dalla centaura.. "pare
sia ora."
Si incamminò dietro al ministro gettando un'occhiata veloce ai vari
quadri appesi alle pareti...
"Nemmeno un membro dell'Ordine" rifletté "Se lo sapesse il capo se ne
risentirebbe alquanto"

"Allora ministro" disse ad alta voce "siamo pronti?? Volgiamo
finalmente incominciare anche se ovviamente l'esito di questa
riunioine è palesemente scontato, almeno per me"

Si fermò per vedere la reazione del ministro ma quando si avvide che
la sua voce era rimasta inascoltata riprese ad avvicinarsi alla porta,
un'espressione sempre più scocciata sul viso ...

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