venerdì 7 agosto 2009

Elenco dei Personaggi

PERSONALE DOCENTE

Aritmanzia...................
Arte Magica.................. Chironea Bellachioma (capocasa di Lupo Rosso)
Astronomia................... Magdalena De Sanctis
Babbanologia................. -in attesa di conferma-
Befanologia..................
Conoscenza delle Arti Oscure. -richiesto supplente; attualmente insegnata da Giano e Scandone-
Cura delle Creature Magiche.. Giuseppe Bachisio Barranca
Diritto Magico............... Magdalena De Sanctis
Divinazione.................. Leonardo De'Vincei (capocasa di Cervo Verde)
Erbologia.................... -vacante; attualmente insegnata da Scandone e Bellachioma-
Ecostatica Mantica...........
Incantesimi.................. Settimio Giano (preside)
Medianica Applicata.......... -vacante; attualmente insegnata da De Vincei-
Melomanzia...................
Pozioni...................... Pasquale Scandone (capocasa Quaglia Azzurra)
Storia della Magia........... Amelia Artemis (capocasa di Verro Bianco)
Studio delle Antiche Rune.... -vacante; attualmente insegnata da De Vincei e -
Taumaturgia..................
Trasfigurazione.............. -richiesto supplente-
Volo e Trasporti vari........ Otto Von Richtofen

PERSONALE DI SUPPORTO

Custode...................... Helga Sabella
Responsabile Infermeria...... Igea De'Trappisti
Assistente Infermeria........ Asclepio De'Trappisti
Assistente Guardiacaccia..... Luca Malanima
Gestione spaccio............. Moira Meneghetti
Gestione spaccio............. Nanda Meneghetti
Gestione spaccio............. Palmira Meneghetti


STUDENTI (I ANNO) apparsi
CERVOVERDE
- Gabrielli Costanza (Secchiona ma goffa, sorella di Circe)
- Gentileschi Fidia (Figlio della famosa pittrice Giuditta Della Francesca)

LUPOROSSO
- Bozzolan Elena (capelli biondofiamma, triestina)
- De Sisti Manlio
- Lupini Diogene (sospettato magonÚ, acido coi Purosangue)

QUAGLIAZZURRA
- Buonarroti Artemisia (Nata Babbana)
- Pietrafrancone Modesto (pallido mortuario)

VERROBIANCO
- Della Rovere Crasso Menezio (Figlio di Cornelia Echidna)
- Favonio Dante (adora usare la bacchetta)
- Gabrielli Circe (secchiona indisponente sorella di Costanza)
- Kohlfresser David (figlio del presidente dello
Ski Group Bolzano/Bozen)


ESTERNI

Ministro degli Affari Magici. Sallustio Mingozzi
Segretario P. Istruzione..... Diomede Serini
Ispettrice Generale.......... Sofonia Della Ventresca
Archivista Capo Ministero.... Bruzio Nottolemi
Rappresentante dei Genitori.. Cornelia Echidna Tasso Della Rovere

PERSONAGGI STORICI

Fondatore Cervoverde......... Carlo Cervi, divinatore
Fondatore Luporosso.......... Ottavia De'Peani Bonazzo, studiosa e bacchettologa
Fondatore Quagliazzurra...... Federico da Benevento, alchimista
Fondatore Verrobianco........ Sofia Dei Biancospino, storica trasmutatrice, discendente di Circe
Committente del Fulcanelli... Bartolomeo Pizzi Chiacchierini
Progettista del Fulcanelli... Amedeo Monti
Ultimo preside dell'ISIDE.... Agostino Sabella

Ministero della Magia, ufficio del ministro - 4 dicembre 2006

Il Ministro fece una strana smorfia alle parole di Scandone e decise
di riprendere il controllo della situazione.
"Come dici tu, Pasquale, ci ritroviamo in una situazione complessa.
Ma i fatti sono molto più complicati di così: non solo non esiste più
nessuno che pratichi le dottrine delle scuole originarie del
Fulcanelli, ma non esistono, nella generazione attuale, maghi ancora
in possesso delle loro facoltà che abbiano ricevuto una qualunque
formazione conforme alle leggi della Comunità Magica Italiana."
"Questo perché non ci sono." fece notare Giano.
"Anche. L'istruzione magica è un vuoto legislativo incredibile,
perciò, prima di passare a 'cosa insegnare' direi che è imperativo
capire 'cosa sappiamo'. Abbiamo contattato, assieme a voi, altri
esperti nei vari campi delle arti magiche, la lettera è stata spedita
anche a, come ricordavi tu, Vizzini, massimo esperto italiano nelle
Arti Oscure, e a Camuna, la ricercatrice più in gamba nel campo della
Trasfigurazione. Abbiamo contattato anche la Artemis, Storica della
Magia, e anche un'esperta di Diritto Magico e una babbanologa..."
"E dove sono?" chiese Scandone impaziente
Il Ministro prese una pergamena dalla scrivania mentre rispondeva:
"Impegni improrogabili, ma so per certo che ci sono. In ogni caso
l'elenco delle materie in cui possiamo reperire personale docente con
abbastanza esperienza nel campo specifico è questo: Aritmanzia, Arte
Magica..." e indicò con lo sguardo Chironea, "Astronomia,
Babbanologia, per la quale abbiamo contattato già qualcuno, Befanologia..."
"Sarebbe?" chiese Giano.
"Lo studio della professionalità del magaro di paese. E' una materia
di specializzazione che include incantesimi, pozioni e tecniche di
divinazione particolari, più altre nozioni specifiche. Pensavamo di
attivarla come corso opzionale. Poi ci sarà Conoscenza delle Arti
Oscure, Vizzini, Cura delle Creature Magiche" e indicò Barranca,
Diritto Magico, che vorremmo affidare ad una nostra conoscenza,
Divinazione..." e indicò de' Vincei, "Erbologia, Ecostatica
Mantica..."
"Altra specializzazione?" chiese Chironea.
"Senza dubbio un'altra materia avanzata, è l'arte di controllare i
microclimi e gli ecosistemi... poi ci sarebbe Incantesimi, per la
quale avevamo pensato a lei, Giano, Medianica Applicata..."
"Non rientra in Divinazione?" chiese Scandone più a de'Vincei che al
Ministro.
"Non è detto che chi abbia l'Occhio abbia anche il Dono." rispose
il ministro per lui, "La medianica ben fatta è un po' più rara della
divinazione coerente. Poi c'è Melanomanzia."
"Musica magica?" chiese Chironea.
"Proprio quella, magia tramite musica. Poi Pozioni e Alchimia..."
Scandone annuì, "Storia della Magia, per cui ha già risposto la
Artemis, Studio delle Antiche Rune, Taumaturgia, Trasfigurazione, per
cui abbiamo chiesto alla Camuna, e infine Volo e Trasporti Magici." e
indicò Von Richtofen.
"Parecchie." osservò Giano.
"Molte più della media europea, ma pensavamo di strutturarle in
quattro diversi indirizzi di studio: Classico, ovvero incentrato
sulle magie di bacchetta, Scientifico, incentrato sulle pozioni e le
altre magie che necessitino particolari preparazioni o rituali,
Magistrale, che prepara un po' a tutte le magie e professioni con in
più molte nozioni di diritto, storia e babbanologia, e infine un
indirizzo Tecnico, che avrebbe una forte componente
professionalizzante con lo studio di Arti Oscure, Befanologia e altre
materie..."
"Arti oscure sarebbe 'tecnico'?"
"Sono solo nomi provvisori." spiegò il Ministro. "Quello che mi serve
da voi è che definiate la programmazione che intendete adottare, non
il programma specifico, ma in linea generale che cosa ritenete che sia
più giusto insegnare e a quali livelli. Potete prepararmi un documento
in tal senso? Nel frattempo credo che sia anche il caso che facciate
un sopralluogo all'istituto, tanto per vedere in che condizioni
logistiche lavorerete... la custode, Donna Sabella, è già stata
avvisata e vi aspetta tra oggi e domani, tanto non ha nulla da fare..."

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Chironea rifletté un attimo sulle parole del ministro poi alzò gli occhi
dicendo:

-Per la verità, mi aspettavo questa sua richiesta e mi sono premunita.-

Tirò fuori dalla borsa un foglio e glielo porse. L'uomo gli diede una rapida
scorsa poi commentò:

-Molto esteso.-

La giumenta alzò le spalle:

-Non vedo nulla di male nel delineare anche gli anni successivi al primo. Da
un'idea di continuità e impedirà ai detrattori -perché ci saranno e lei lo sa- di fare
commenti del genere "la solita incompetenza" o "questo governo fa schifo".-

Il ministro alzò le sopracciglia piccato ma si limitò a constatare:

-Interessante l'idea di includere arte relativa alle…- esitò incerto, non
desiderando sembrare offensivo davanti ad un essere svariarti centimetri più alto di lui.
-Creature magiche viste dai babbani e mondo magico.- poi Chironea si voltò
verso Barranca:
-Senza alcun desiderio di interferire nella sua materia.-

L'ometto si portò una mano al cuore con un gesto teatrale:

-Troppo buona, troppo buona…-

Chironea tornò a voltarsi verso il ministro:

-Per il resto la storia dell'arte magica nei secoli e nelle varie nazioni:
egiziani, romani, greci e così via. Corsi pratici di pittura, fotografia e restauro… In realtà stavo pensando anche ad un seminario sui tatuaggi ma forse sono troppo ambiziosa.- concluse con un sorriso.

Ci fu una lunga pausa di silenzio durante il quale Chironea si guardò intorno
incerta e raschiando in terra con uno zoccolo poi Scandone commentò:

-E' bello vedere che non sono l'unico ossessionato con il problema
dell'istruzione.-

Mentre riprendeva la discussione, Chironea aprì la borsa per controllare l'arco
e la faretra di frecce che vi aveva riposto: non aveva sentito voci rassicuranti su quello c'era all'interno della proprietà dove il Fulcanelli sarebbe dovuto rinascere e aveva ogni intenzione di arrivarci preparata.

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Otto inclinò all'indietro la sedia, già annoiato da tutti quei discorsi
cavillosi. Inoltre la sala lo metteva a disagio, dato che gli ricordava la sede del processo indetto contro di lui per quel incidente d'oltralpe.
Gli cadde l'occhio su un foglio bianco buttato sul tavolo e decise di tenersi
occupato costruendo uno dei suoi prediletti aeroplanini. Era così intento a finire la
piegatura di una delle ali che impiegò qualche minuto per accorgersi dello sguardo disapprovante di Scandone, Giano e del ministro che gli chiese in tono acido:

-Divertente?-

Otto alzò le spalle, per nulla impressionato:

-Come tutti gli hobby, herr minister, ha il suo perché. Comunque, stavo
ascoltando. Il piano delle mie lezioni mi pare basilare e chiaro ma se insiste glielo redigerò. Più che altro ho una curiosità.-

Il ministro lo guardò incuriosito a sua volta:

-Sarebbe?-
-Perché mi ha chiamato? Sono competente e dannatamente fantastico ma quel
piccolo incidente di qualche anno fa mi ha reso verboten.-
-Sei pazzo ma non certo scemo. Quindi sono sicuro che hai imparato la lezione e
che non tenterai altre mattate. Voglio darti un'occasione.-

Le sopracciglia di Richthofen si alzarono mentre coglieva l'implicazione nelle
parole del ministro ma non fece commenti.
Dopo una protratta pausa di silenzio, il ministro riprese come se nulla fosse
successo:

-Dicevamo?-

Ministero della Magia - 4 dicembre

Scandone stava accuratamente evitando di parlare con chicchessia. Certo,
conosceva buona parte di quella combriccola spietata che seguiva come lui il
ministro attraverso i corridoi, ma non vedeva almeno due persone che si era
aspettato di vedere: Vizzini e Camuna.
Lui (Scandone), Giano, Vizzini e e Camuna erano stati proprio - in
fondo - gli artefici di quella riunione che si sarebbe svolta di lì a
poco. Ricordava ancora la sera in cui, incontratosi con Giano per una riunione
della Commissione Maldestra (non perché fosse composta da incapaci, ma perché il
capo commissione si chiamava in effetti Susanna Maldestra) sulla sperimentazione
delle nuove pratiche magiche, si erano messi a rivangare vecchi episodi di
quando il Fulcanelli era ancora aperto e pettegolezzi sul Torneo Tremaghi
svoltosi in Inghilterra qualche tempo prima (entrambi sostenevano che la
vittoria di Potter fosse stata architettata dietro le quinte da qualche
insegnante: che cavolo, un ragazzo del quarto anno che vince il Tremaghi? Ma
perfavore...), quando era saltata fuori l'idea di proporre al minister la
riapertura della scuola. Avevano trovato in Vizzini (che Pasquale aveva
conosciuto durante un caso che coinvolgeva alcuni filtri oscuri illegali, anche
se non ricordava se Vizzini fosse perito dalla parte della difesa o
dell'accusa...) e Camuna (che Giano aveva portato da non ricordava che meeting
sulle bacchette autotrasfiguranti) due ottimi alleati, ed avevano insistito
tanto con l'allora sottosegretario per l'Applicazione della Legge Magica sui
Minori che, guarda caso, era ora diventato ministro.
"Vizzini e Mona Camuna si sono visti?" chiese a Serini, specificando il nome
della strega solo perché aveva un omonimo famoso (Ambrogio Camuna, commissario
tecnico della nazionale italiana di Quidditch).
Serini non rispose subito, ma fece un paio di scongiuri: stavano passando
davanti all'Ufficio Sinistri, l'ufficio più terrificante del ministero. Qualche
buontempone aveva corretto la "i" finale di "Sinistri" in una "o", e non aveva
dubbi che il responsabile fosse ora a letto con una colite spastica fulminante.
L'Ufficio Sinistri era incaricato di studiare il più grande e fondamentale
mistero della vita umana: non già la bazzecola della Vita stessa, la quisquilia
della Morte, la futilità del Pensiero, l'inutilità della Profezia, ma il cupo e
vitale mistero della Sfiga. E per una curiosa coincidenza tutti gli impiegato
dell'Ufficio avevano nomi realmente Sinistri, come la loro responsabile
Cassandra Menagramo.
Scandone imitò Serini frettolosamente (non che fosse superstizioso: che
quell'ufficio fosse impregnato di jella era un dato di fatto!) e ripropose la
domanda: "Allora? Non hanno risposto?"

--
Prof. Pasquale "Rammaggio" Scandone
Esperto di Pozioni e Alchimia

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Il segretario Serini aprì velocemente una delle cartelline che portava
con se e dopo un veloce contro su alcune carte rispose al ministro

"Vizzini e Camuna hanno avvisato che potrebbero tardare, stanno
terminando alcuni lavori urgenti e saranno qui appena finito, si
scusano del contrattempo"

Detto questo si affrettò ad aprire la porta a sinistra del quadro col mago
in lettura, all'interno c'era una stanza molto spaziosa, quasi
interamente foderata in legno con al centro un tavolo ad anello
elegantemente poggiato su un pavimento in marmo decorato.
Una larga sezione di parete era occupata da una finestra che
affacciava sul panorama dell'Isola Tiberina, parzialmente nascosto da
un fascio di bandiere lasciate lì chissà da quanto tempo.
Mingozzi si avviò trotterellando alla poltrona in corrispondenza del
centro della vetrata facendo segno agli altri maghi di accomodarsi
dove gradivano.

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Il prof. Giubbi Barranca entrò nell'asettica stanza foderata di legno
e osservò con cura ogni particolare. Immaginò che tutti i presenti in
quell'angolo di istituto si sentissero come lui vagamente storditi
dall'odore di polvere e dal lento scorrere dei minuti... guardò di
sottecchi la furba espressione di von Richthofen e, trovando in lui un
guizzo di complicità, dalla punta della bacchetta fece esplodere una
serie di petardi colorati a poca distanza dal viso del professor Scandone.

"Colleghi, ajò, bisogna festeggiare, cosa sono questa facce da
babbano? Serini, tira fuori i calici che ci facciamo una bella
bevuta!", mentre dalla sua bacchetta, insieme ai petardi, sgorgava un
liquido viola scuro dall'aspetto piuttosto inquietante e dall'odore
alcolico che bevve.... a canna.

"Professoressa centauro, alla sua salute! Hic", e si mise in posizione
da fenicottero.

G.B.B.

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Scandone, ripresosi dallo spavento procuratogli dall'amimalesco aspirante
alla cattedra di biologia magica, si ricompose evitando di guardare in
faccia Chironea o Giano, sapendo che se l'avesse fatto sarebbe scoppiato a
ridere (cosa altamente inopportuna al momento).
Evocò una comoda sedia di vimini con un cuscino di piuma e si sedette. Era
altamente sconsigliabile utilizzare le sedie del ministero, all'interno
degli uffici: non puoi mai sapere quale mago oscuro, troll misantropo,
goblin contrariato o contrabbandiere di Schiopodi Sparacoda vi ci sia
seduto, quindi era consuetudine degli addetti ai lavori portarsela da casa o
evocarla sul posto.
"Be', Mingozzi, debbo dire che l'ambiente è migliorato rispetto a come stava
prima della tua nomina... ma scusa, il quadro del nano giocoliere dove sta?
Ricordo che quando il Signore Oscuro XXIII lo distrusse fu restaurato... non
te ne occupasti tu, Chironea?"
"Dici il quadro che usano per comunicare con il premier babbano? Sì, mi
ricordo. Fu un lavoraccio: il nano doveva porsi muovere e agire ma i birilli
e la monoruota no, e in più doveva anche ricordarsi i messaggi..." ricordò
la centaura con un brivido che le fece frustare l'aria con la coda.
Mingozzi sospirò: "Abbiamo dovuto rimuovere il quadro gemello da Palazzo
Chigi all'inizio della scorsa legislatura babbana." spiegò, "L'ex primo
ministro babbano lo considerava di cattivo gusto, ma la verità è che
l'opposizione lo prendeva in giro..."
I presenti annuirono sogghignando.
"E adesso che cosa avete messo come..."
"Il quadro del Salumiere in Bicicletta che stava all'ambasciata Americana."
La temperatura nella stanza si abbassò di due o tre gradi mentre uno stormo
di cornacchie fuori della finestra iniziò un'improvvisa e repentina
migrazione.

"Bando alle ciance, direi che è d'obbligo iniziare questa riunione... in
fondo siamo qui per discutere della riapertura dell'I.S.I.D.E. Fulcanelli,
non per scherzare su nani e mortadelle... ora, se permettete..." trasse
fuori dal borsellino una lunga pergamena nel più classico stile Mary
Poppins, "il problema che ha portato alla chiusura del Fulcanelli il secolo
scorso, fu la scarsità degli iscritti... da un po' di anni a questa parte,
la popolazione magica è aumentata, e quindi si è resa necessaria l'apertura
di scuole di magia private... lo Stato, però, dovrebbe probbedere a
garantire un servizio pubblico funzionale all'istruzione delle nuove
generazioni di maghi e il diritto allo studio, quindi..."
"Riteniamo che i tempi siano maturi per la riapertura del Fulcanelli." lo
interruppe Mingozzi, "Lo so. Questo è stato l'incipit delle tue ultime
sedici missive, Scandone, ormai lo so a memoria."
"Tu sì, ma gli altri?" bofonchiò Scandone. "il punt è che se riapriamo il
Fulcanelli non possiamo riprendere la tradizione delle quattro scuole...
siamo in pochi esperti a poter insegnare lì dentro, e nessuno specializzato
nelle tradizionali opere delle scuole del Luporosso, del Cervoverde, della
Quagliazzurra o del Verrobianco: dobbiamo non solo partire da zero, ma anche
adeguarci alli standard dell'UME."
"Ume?" chise Mingozzi spaesato.
"U-EMME-E, Mingozzi, l'Unione Magica Europea."
"Ah, già... non l'avevo mai sentita pronunciata come parola, in genere si
usa la sigla."
"Non fare espedienti alla Her-ma-io-ni, perpiacere..." borbottò l'altro.

Pasquale Scandone
--
* la battuta fa riferimento al curioso film "Dentista Junior" commedia di
Elijah (El) Brooks, destinata a un pubblico magico in cui c'era il seguente
scambio di battute tra il Dentista e l'assistente che viene scabiata per
paziente: "Ah, beve, lei è qui per l'appuntamento? Si sieda signora
Lockhart" "Er.. ma.. io.. n-ni." e il destista: "Va bene miss Hermione, si
accomodi pure."

Ministero della Magia, Bar - 4 dicembre 2006

Il Ministro terminò il suo cappuccino e spazzando via le molte
briciole del suo pasto dall'abito si alzò.

"Bene signori, allora se volete seguirmi nella sala riunioni, possiamo
iniziare a parlare del futuro assetto della scuola" esordì e poi fece
cenno a Serini e questi prese una grossa borsa di pelle che il
ministro teneva vicino alla sua sedia.

"Da questa parte" ed iniziò a salire lungo la scalinata circolare
verso l'ultimo piano, diretto alle "segreterie del ministro", un nome
pomposo e altisonante per indicare un lungo corridoio su cui
affacciavano gli uffici dei vari segretari e sottosegretari che
svolgevano compiti per cui, come tradizione, il ministro in carica si
sarebbe preso ovviamente tutti i meriti.

Il lungo corridoio su cui si alternavano porte con nomi o numeri e
grandi quadri di maghi sonnecchianti o intenti a chiacchierare fra di
loro ignorando tutti e tutto, in fondo si trovava un ambiente più
largo con tre porte intervallate dai soliti quadri, la centrale
portava negli uffici del Ministro, le altre due erano senza alcuna
indicazione, a sinistra della porta centrale c'era un quadro che
ritraeva un mago intento a leggersi un giornale seduto ad una
scrivania.

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Giubby (così lo chiamavano i pochi intimi) Barranca, lentamente e con
una certa flemma, si alzò per seguire il Ministro. Raccolse alcune
briciole di aracrosta ("Alle cinciatristi piacciono moltissimo, sono
un ottimo rimedio per farle smettere temporaneamente di piangere") e
si avviò.

"Sallustio, se mi dici dove si trovano i miei alloggi ci mando subito
i miei bagagli. C'è ancora quella meravigliosa dépendence sull'isola
Tiberina o avete trovato un nuovo giardino? Sai, per le esercitazioni
pratiche. E poi ogni tanto vorrei poter ospitare Cristino il Muffone."

Seguì il Ministro lungo la scalinata e i corridoi che portavano alle
segreterie, facendo linguacce ai volti dei Maghi sui dipinti,
ridacchiando e tirando la manica al professor Scandone, ogni tanto
rivolgendosi alla centauro con affermazioni del tipo: "ohibò, questo sì
che si chiama portamento" e "la sua camicetta è davvero meravigliosa,
da dove arriva la stoffa?"

Seguì il ministro fino alla porta della sala riunioni, e restò in
attesa di nuove indicazioni.

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G.B.Barranca

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Udendo le parole del ministro Chironea si affrettò a buttar giù l'ultimo sorso
del suo succo di Qualcosa (ringraziando il cielo che le fosse capitato quello alla fragola, ricordando l'orribile esperienza con una sciacquatura di piatti…) e diede un'amichevole colpetto sul collo della grossa Thestral che si guardava intorno con interesse mentre il padrone la legava alla balaustra. Sperò che il pilota pazzo la portasse con se al Fulcanelli e ringraziò anche che ci fosse il suo amico Scandone: la vicinanza con umani sconosciuti che insistevano nel baciarle le mani la faceva sentire molto perplessa.
Seguì il corteo guardandosi intorno con interesse vedendo le opere che aveva
studiato ed apprezzato, rispondendo con cortesia ai commenti del piccolo professore sardo che sembrava avere l'argento vivo addosso. Lo dimenticò di colpo vedendo L' "ufficio dei centauri" dalla cui porta semiaperta si vedeva una stanzetta non più grande di un ripostiglio dal soffitto pieno di ragnatele e contenente una vetusta scrivania a cui sedeva un vecchietto antichissimo intento alle sue parole crociate. Non resistette alla tentazione di affacciarsi ricordando le storie che le aveva raccontato Scandone su quel particolare ufficio dicendo:

-Sono venuta a riferire la mia presenza, signore.-

Ma come si era aspettata l'anziano non alzò nemmeno il naso, limitandosi a
brontolare:

-Marisa, la volemo finì co' sti sgherzi o no?-

Le scappò una risatina e si affrettò a seguire gli altri che si stavano
avvicinando ad un grosso quadro contenente un lettore di giornale.

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Vedendo che il ministro si alzava, Otto si chinò verso il barista dicendo:

-Mein Herr, vi devo chiedere una cortesia. Se non dovessi tornare per pranzo potete provvedere a mettere 5 kg di carne in un secchio vicino alla balaustra?-

Non senza motivo, il barista lo guardò perplesso:

-E dove li prendo???-

Otto non si scompose:

-Non importa da dove, vi pagherò il disturbo.-

Senza nemmeno attendere risposta, il pilota si affrettò a seguire il gruppo che
si era già avviato per le scale. Guardò i quadri per curiosità ma il suo interesse venne risvegliato solo dal ritratto di "Dangerous" Dai Llewellyn (al quale fece il saluto militare) e da un dipinto che raffigurava una tappa della corsa annuale di scope svedese (a cui aveva partecipato e vinto anche se era stato cortesemente invitato a NON ripresentarsi). La cosa che più lo divertì fu vedere le foto, gli stendardi e gli insulti reciproci fra i sostenitori delle squadre
italiane di Quidditch fra le quali primeggiavano le Cocorite di Catarella di
Canicattì e i Coccoloni di Casa del Diavolo perugini.
Era così intento nella sua lettura che per poco non andò a sbattere contro i
colleghi allineati davanti al quadro del lettore di giornale.

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"Ah..." pensò Leonardo distogliendo gli occhi dalla centaura.. "pare
sia ora."
Si incamminò dietro al ministro gettando un'occhiata veloce ai vari
quadri appesi alle pareti...
"Nemmeno un membro dell'Ordine" rifletté "Se lo sapesse il capo se ne
risentirebbe alquanto"

"Allora ministro" disse ad alta voce "siamo pronti?? Volgiamo
finalmente incominciare anche se ovviamente l'esito di questa
riunioine è palesemente scontato, almeno per me"

Si fermò per vedere la reazione del ministro ma quando si avvide che
la sua voce era rimasta inascoltata riprese ad avvicinarsi alla porta,
un'espressione sempre più scocciata sul viso ...

mercoledì 29 luglio 2009

Storia in Pillole

Breve storia dell'Istituto Fulcanelli

ufficialmente questa scuola venne fondata col nome di Convitto
Cagliostro, tuttavia la data di fondazione indica solo
l'effettiva unificazione in una sola istituzione di quattro scuole con
storia ben più antica.
A fine '700 si decise di dare un inquadramento chiaro alle varie
filosofie d'insegnamento che da secoli erano seguite nella penisola,
superando le divisioni politiche si pensò di fondare una sola scuola
che le racchiudesse tutte, o almeno le principali.
Venne deciso di localizzare questa istituzione nella città di Roma,
anche per evitare critiche e problemi con "una-certa-istituzione".
Le principali dottrine di insegnamento in Italia erano
fondamentalmente quattro:

La Scuola Alchemica di Federico da Benevento, di cui si ignora il
cognome, ma si conosce la sua araldica, che ritraeva una quaglia
azzurra su tre monti ed una stella a sei punte come corona, in seguito
quest'araldica divenne il simbolo stesso della dottrina.

La Gilda dei Trasmutatori, come la chiamava la sua fondatrice, Madama
Sofia dei Biancospino, che vantava discendenza diretta dalla Maga
Circe in persona ed aveva adottato a sua effige un cinghiale bianco in
onore alla sua terra d'origine (la Toscana), alla sua famiglia ed al
suo segno zodiacale (presso i celti l'acquario era anche noto come il
cinghiale).

I Discepoli di Carlo Cervi, famosissimo dottore pavese nelle arti
della divinazione, noto anche come "Cervo Verde" a causa della sua
passione per gli abiti di quel colore, di lui si racconta che poteva
competere con i grandi mistici dell'oriente quanto a capacità
medianica e divinatoria.

Il Gabinetto di Iside, nome altisonante che indicava tutti i seguaci
di Donna Ottavia Bonazzo, ricca esponente della nobiltà nera romana,
d'origine patrizia, gli insegnamenti erano fortemente influenzati da
una componente di spiritismo, simbolo della scuola era una replica
della lupa capitolina che Donna Ottavia conservava nel suo studio.

Nel 1795 si decise di battezzare la nuova scuola in onore di
Cagliostro, morto lo stesso anno, l'araldica venne realizzata unendo i
quattro animali che simboleggiavano le varie dottrine e di associarle
ad una determinata virtù classica, Cervoverde la Giustizia (Iustitia), Luporosso
la Prudenza (Sapientia), Quagliazzurra la Temperanza (Temperantia) e
Verrobianco la Volontà (Fortitudo), non che poi la corrispondenza
fosse proprio calzante, tuttavia l'uso dell'epoca l'imponeva e venne
fatto.

Come sede venne scelto un grande edificio magico realizzato da Amedeo
Monti in corrispondenza dell'antica Villa dei Quintili, lungo la via
Appia nella periferia sud-est di Roma, l'edificio venne costruito a
inizi '700 su commissione di un tale Bartolomeo Pizzi Chiacchierini,
facoltoso mago di scarso talento e larghe finanze derivanti da
commerci più o meno leciti.

Morto Pizzi Chiacchierini senza eredi, la comunità magica romana rilevò
dopo qualche tempo la sua villa e la offrì come futura sede della
nascente scuola.

Con l'Unità d'Italia la denominazione cambiò da Convitto in Istituto
Reale per l'Insegnamento delle Discipline Esoteriche, o IRIDE, in
seguito a vari accordi con "un-certo-piccolo-stato" si optò nel 1932
di cambiare il nome in Fulcanelli, essendo Cagliostro non molto
gradito ad alcuni.

Sfortunatamente il quadro politico internazionale e la crescente
pressione sul governo dell'epoca da parte di un'organizzazione nota
come Società di Thule, portò alla chiusura dell'Istituto nel 1941.

Finita la guerra si pensò di riaprire l'istituto, ora noto come
Istituto Statale per l'Insegnamento delle Discipline Esoteriche, o
ISIDE, Fulcanelli nel 1949, purtroppo l'esperimento durò poco più di
un anno al termine del quale l'istituzione venne nuovamente chiusa per
motivi non meglio chiariti.

Da allora l'edificio è custodito da un'anziana maga dalla pessima
fama, Donna Helga Sabella, vedova di uno degli ultimi presidi
dell'istituto.

Ministero della Magia, Androne - 4 dicembre 2006

Il grande androne d'entrata del ministero era un salone di dimensioni
considerevoli, perfettamente attrezzato per consentire ai maghi di
arrivarvi come preferivano.
Circolare in pianta dava l'accesso tramite uno scalone al piano nobile
dell'edifico, da cui continuava una larga scala circolare che seguiva
lo sviluppo verticale della stanza aprendosi a come un cono
rovesciato, la scala serviva da collegamento fra i vari piani e le
relative specializzazioni fino alla grande copertura a vetri della
sala.
L'androne circolare era diviso sostanzialmente i quattro quadranti,
uno era occupato dallo scalone d'accesso al piano nobile, uno
dall'ingresso pedonale all'edificio, da cui i maghi potevano accedere
pronunciando la parola "magia" mentre entravano in una qualsiasi porta
che danno su Piazza Gioacchino Belli, o semplicemente passando accanto
alla statua del poeta posta nella medesima piazza e sfiorandola
dicendo la stesse parola.
Sulla piazza che affacciava sul lungotevere era posto un'incantesimo
che impediva ai babbani di vedere i maghi sparire nel nulla.
La restante metà dell'androne era occupata da un enorme camino che
consentiva anche a grandi quantità di persone di accedere
contemporaneamente agli ambienti del ministero, e da tutta una serie
di porte e corridoi che davano su ambienti di servizi ed ai laboratori
e magazzini sotterranei, al centro della sala era posta una strana
composizione di statue, singolare perchè a memoria di mago nessuno
ricorda di averle viste nella stessa posizione, tipo o quantità per
due giorni di fila, pare per uno scherzo dell'autore nei confronti del
ministero, fatto sta finchè non se ne andranno in giro nessuno si
preoccuperà di scoprire perchè si comportino così.
Mingozzi sta aspettando che qualcuno dei convocati arrivasse
comodamente seduto al bar che si trovava sulla balconata che dal piano
nobile dava sull'androne, nel frattempo attentando clamorosamente alla
sua linea con la complicità del banco paste del locale, in quel
momento arrivò Serini con una pergamena.
"Signore, fino ad ora solo cinque candidati hanno risposto alla
lettera di convocazione, ho qui i nomi" e passò la pergamena al
ministro.
Scorrendo i nomi della lista Mingozzi sbarrò gli occhi e si lasciò
sfuggire
"Magnifico, finora i più problematici hanno accettato... pazienza,
aspettiamo che arrivino..."

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Chironea uscì dal caminetto con facilità: quando aveva risposto alla lettera
ministeriale aveva dimenticato le dimensioni del focolare. Si sferzò i fianchi con la coda e si passò le mani sulla delicata giacca dai riflessi opalescenti con il collo alla coreana che le avvolgeva il torso umano, cercando di liberarsi di quanta più cenere possibile. Quando ritenne di essere presentabile, la giumenta si guardò intorno: non vide nessuno che riconosceva quindi si avvicinò con interesse al gruppo di statue. Ammirò la tecnica che le aveva prodotte aguzzando gli occhi per distinguere le leggere tracce dello scalpello.
Per un gioco sciocco fissò il volto delle statue, aveva sentito dire che le statue a volte muovevano anche gli occhi. In quanto esperta di arte magica, non voleva credere a superstizioni simili ma non aveva granché da fare…
Dopo un paio di minuti smise questa futile attività, sentendosi un po' in mezzo
quindi si voltò nel secondo esatto in cui una statua le fece l'occhiolino. Inconsapevole del gesto, la centauro decise di ritirarsi in un angolo a leggere il giornale che le era stato consegnato quella mattina. Mentre voltava le pagine per arrivare all'inserto culturale si guardò intorno:
"Ma non mi stavano aspettando?" pensò prima di immergersi nella lettura di un
sarcastico articolo sulle teorie babbane sui cerchi magici…

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Scandone entrò nell'atrio dall'ingresso pedonale. Si era
materializzato dal suo ufficio in un locale babbano "mage-friendly"
che stava su piazza Belli in cui molti maghi che lavoravano al
ministero spesso andavano a pranzo, e da lì aveva raggiunto l'ingresso
principale. Si soffermò a guardare una delle statue della composizione
centrale.
"Un'altra volta?" mormorò stupito nel vedere di nuovo lì il famoso
leone che appare e scompare dalle scalinate della chiesa di San
Francesco in Piazza Plebiscito a Napoli e che per molti babbani resta
un mistero a metà tra la leggenda metropolitana e la barzelletta.
Individuò subito la sua amica centauro (una creatura magica alta due
metri e un passero non passa inosservata nemmeno al ministero della
magia italiano, specie se indossa giacche come le sue...) e le si
avvicinò salutandola.
"Chironea, come va? Risolto il problema del fratello del Sindaco?"
chiese alludendo al tizio che feriva o uccideva gli animali per
diporto nel paese vicino alla casa della Centaura - tra gli altri
anche il suo gufo Basile.
Chironea ridacchio. "E quando?"
"Sei qui per una conferenza, un patrocinio o hai saputo della
riapertura del Fulcanelli?"
La centaura gli mostrò la lettera del Ministro e Pasquale sorrise:
"Bene, collega! Finalmente avremo occasione di lavorare di nuovo
assieme. Era dalla mostra su Flamel che non ne avevamo occasione..."
"Eh già... ma spero che trascorreremo meno nottate insonni di
allora..." rispose lei ricordando con un brivido le ore di sonno perse
a catalogare i reperti, a scrivere le didascalie per le targhette e a
mettere d'accordo le varie commissioni scientifiche per organizzare la
mostra di quattro anni prima. "Ma pensavo che ci aspettassero... il
Ministro dov'è?"
Pasquale si guardò attorno e poi sbirciò ai piani superiori: "Non è
quello al bar?"
"Non lo so, non lo vedo bene..."
"Vabbe', andiamoci lo stesso, alle brutte ti offro un caffé o un succo
di qualcosa..."

--
Prof. Pasquale Scandone
Esperto di Pozioni e Alchimia

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Un impeccabile gessato grigio, con all'occhiello un giallissimo fiore
di tarassaco, si avvicinò incuriosito verso le statue al centro della
sala. Al suo interno un ometto sulla cinquantina con i capelli
brizzolati, tenuti insieme da una discreta quantità di brillantina, e
con le scarpe di vernice nera, faceva distrattamente volteggiare un
bastone da passeggio di legno chiaro e nodoso. Dietro di lui, a breve
distanza, due valigie e alcune pesanti casse di legno sballonzolarono
sistemandosi ordinatamente al suolo.

L'uomo nasò l'aria per qualche secondo ed esclamò: "Un equino
dev'essere passato da poco..." Poi si voltò ad osservare il resto
della grande sala cercando di scorgere, oltre a eventuali equini,
anche volti conosciuti.

Molto tranquillamente, e con uno smagliante sorriso sulle labbra
sottili, si avvicinò alle poltroncine del bar.
"Cari amici... che piacere rivedervi dopo così tanto tempo!"
Abbracciò con trasporto il ministro, ancora imbiancato dallo zucchero
a velo delle paste. Diede una portentosa pacca sulle spalle al
segretario Serini, quindi, rivolgendosi al professore di pozioni,
"Sempre in forma, caro Pasquale..." Ma i suoi occhi erano tutti per il
centauro che lo guardava con un'aria lievemente sospettosa.

Il professor Scandone lo salutò. "Giubby, benvenuto... come mai così
presto?"
"Sono partito subito, appena ricevuta la lettera," e così detto
estrasse da un taschino interno la pergamena arrivata al suo capezzale
pochi giorni prima, sventolandola in aria con espressione compiaciuta,
"...ma non pensavo di fare così in fretta... volevo farmi traghettare
dalle foche monache ma arrivato sulla spiaggia di Cala Luna ho
incontrato un Felicottero che si è gentilmente offerto di darmi un
passaggio fino all'idroscalo di Ostia... da lì è stato semplicissimo
risalire il fiume". Con un gesto istintivo si infilò un mignolo in
un'orecchio per grattarsi e quando lo tolse, con un rumore simile a
una bottiglia di spumante appena stappata, ne sgorgò un fiotto di
acqua marroncina che si schiantò sullo schienale di una poltroncina,
fortunatamente vuota. "Oops... pulisco subito... oh, toh! Un girino!
Questo può sempre tornarmi utile", e si infilò nuovamente il cucciolo
di anfibio nell'orecchio.

"Ma, cari amici... vi prego di introdurmi a questa Dama".
Sogghignando, il ministro Mingozzi disse: "Giubby, ti presento
Chironea, la nostra centauro che insegnerà storia dell'Arte Magica".
..."Chironea, che meraviglioso esemplare", disse allungando un braccio
in alto per poter baciare la mano della giumenta che, un pò
recalcitrante ma con assoluta eleganza, rispose al saluto.

Strofinandosi con impazienza le mani, aggiunse:
"Allora... quando si comincia?"

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D'improvviso gli astanti sobbalzarono vedendo un uomo vestito da pilota della
prima guerra mondiale irrompere dal caminetto in un'esplosione di fiamme verdi e
volare fino al soffitto di vetro apparentemente sostenuto dal niente anche se alcuni videro l'enorme cavallo nero alato che galoppava frenetico nell'aria. Il pilota strattonò bruscamente le redini e il cavallo si bloccò a 10 cm dal cristallo lucente per poi gettarsi in picchiata verso la balconata del bar.
Atterrò delicatamente poi l'uomo fece il saluto militare dicendo.
-Otto von Richthofen a rapporto. Chiedo il permesso di appontare Herr minister.-
Sguardi vacui seguirono costringendolo a specificare:
-Voglio scendere, signore.-
Mingozzi fece cenno esplicito di venir giù con l'indice quindi il pilota scese
di sella con un balzo porgendo una polpetta nella mano tesa che venne sbranata dal niente:
-Brava, Iella Sky.- poi mosse la bacchetta chiamando a se la propria scopa che
attendeva a poca distanza. Svolti i suoi doveri, si voltò verso i propri colleghi e si
avvicinò a braccia aperte vero il professore di pozioni:
-Herr Scandone, che piacere conoscerla! Ho letto tanti suoi articoli…-
poi, senza dargli il tempo di rispondere, si voltò verso il professore di cura
delle creature magiche:
-Non ho il piacere di conoscerla mein herr.-
-Giuseppe Brachisio Barranca.-
Dopo una poderosa stretta di mano, l'occhio del pilota cadde, non
sorprendentemente, sulla centauro che era intenta a "presentarsi" a Iella Sky.
-E che nome ha questa splendida fräulein?-
-Sono Chironea. Piacere.- disse la giumenta porgendogli la mano ma il pilota
mosse la bacchetta:
-Orchis!- disse facendo apparire un grosso mazzo di rose rosse. Lo porse con uno
stravagante inchino dicendo:
-Per lei, splendida centauro dagli occhi verdi.-
Sorrise alla sua espressione confusa, si asciugò la fronte per la fatica e quasi
crollando sul bancone alzò stancamente un dito bofonchiando:
-Un caffè. Grazie.-

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Leonardo la mattina della riunione si alzo piuttosto presto per poter
consultare le ultime stelle della notte circa il risultato di quel
conclave.
Ritornato da quell'osservazione con espressione piuttosto allegra
stampata sul volto si sedette a tavola per consumare una leggera
colazione.
"Speriamo che almeno il pranzo sia all'altezza con quello che tentano
tutti gli anni di farmi pagare di tasse...."

Andò nel suo armadio, prese l'abito da cerimonia che aveva deciso di
indossare per l'occasione, una tunica lunga blu scuro con ricamata la
rosa nera sul petto, fermata in vita da una cintura in "oro" e
"zaffiri" trovata d'occasione durante un viaggio in sud america,
affranco alla cinta il sacchetto di seta contenente le sue rune e si
avvicinò al focolare.

Prese una manciata di polvere verde la getto nel camino e la segui.

Apparve all'interno del focolare del ministero e si guardò in giro.
le statue erano esattamente come le aveva viste nella sua visione
mattutina. Alzò gli ovvhi verso il piano nobile dove vide il ministro
inpegnato nella sua colazione. "sempre il solito" penso.

Poco dopo arrivò anche una bellissima centaura.

"I miei rispetti domina" salutò "anche voi qui per il Fulcanelli"

Detto questo senza attendere risposta le prese la mano la baciò.
"Leonardo de' Vincei dell'ordine della ROSA NERA per servirla"

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Dall'ingresso pedonale entro accompagnandosi con un bastone un uomo di
corporatura media, avvolto in un lungo cappotto scuro e con un'aria
annoiata, appena dentro si tolse il cappello a larghe falde e si
allargò la lunga sciarpa colorata fatta a maglia.
Riposto in tasca un biglietto dei trasporti babbani si apprestò a
guardarsi attorno cercando un qualche personale di accoglienza, poi lo
sguardo gli cadde sul bar dell'androne e sulla serie di personaggi che
vi si attestava.
Con passo spedito e un pò rigido a causa di un dolore alla gamba
destra che tornava regolarmente a farsi sentire ad ogni cambio di
tempo, ricordo di un esperimento di anni prima che tendeva a
minimizzare semplicemente affermando.
"Certi tipi di legno ed il pelo di chimera non vanno d'accordo"
Per ovviare al problema ormai era uso aiutarsi con un bastone decorato
con pomelli di vari materiali, che cambiava a seconda del gusto
personale del momento, attualmente faceva bella mostra di se un pomo
d'ambra finemente scolpito, di probabile fattura polacca.
Superato lo scalone d'accesso si avvicinava ad ampie falcate al bar
dove intravide il Ministro intento a chiacchierare con quelli che
dovevano essere i suoi futuri colleghi, vide anche Serini, che
impallidì al ricordo di quando era suo assistente per l'ufficio
Abilitazione Artefatti.
"Buongiorno Mingozzi" non l'avrebbe mai chiamato ministro e l'aveva
detto espressamente all'interessato nel gufogramma con gli auguri per
la nomina.
"Buongiorno a lei Professor Giano" rispose il ministro "Conosce i
suoi futuri colleghi?"
"Si, qualcuno di loro, buongiorno a tutti signori, fanno ancora il
cappuccino con la crema di caffè e quelle gustose romane qui?"
Detto questo si avviò al bancone del locale.

[OFF] Risposte in ordine sparso.

Il gioco è attualmente in fase "organizzativa", ovvero il Ministero
sta reclutando i docenti ed il personale di supporto per poter
riaprire l'istituto, perciò per ora non si potranno giocare personaggi
studenti semplicemente perchè non ce ne sono.

Questa fase serve a creare un pò di background italico ed a prendere
confidenza col gioco, infatti sono stati invitati giocatori che so
conoscere l'ambientazione originale e in grado di fare un buon lavoro.
Il background sarà via via aggiornato sul forum in modo da avere una
buona base per gli studenti, quando arriveranno.

I docenti sono tenuti a mandare almeno una mail a settimana, oppure
avviare se ci sono problemi di tempo, il loro numero sarà limitato ad
un massimo di 20, come le materie presenti nella scuola,
fortunatamente non tutte attive i primi anni e comunque non è
indispensabile avere tutti gli insegnati, si possono tranquillamente
avere dei png.

Secondo l'ordinamento didattico del ministero esistono tre gradi di
insegnamento con relativi esami finali ed abilitazioni:
G.A.T.T.O - biennio comune
G.U.F.O. - triennio specialistico
M.A.G.O - triennio magistrale

Le Materie insegnate sono:
Aritmanzia
Arte Magica
Astronomia
Babbanologia
Befanologia
Conoscenza delle Arti Oscure
Cura delle Creature Magiche
Diritto Magico
Divinazione
Erbologia
Ecostatica Mantica
Incantesimi
Medianica Applicata
Melanomanzia
Pozioni
Storia della Magia
Studio delle Antiche Rune
Taumaturgia
Trasfigurazione
Volo e Trasporti vari

Quanto ai programmi dei corsi e le varie lezioni l'unica regola è
INVENTATE COERENTEMENTE, magari anche cose paradossali, l'importante
che siano belle da leggere, potete prendere spunto da libri vari di
magia, mitologia o di qualsiasi altra cosa vi venga in mente, stiamo
creando l'ambientazione italiana del mondo dei maghi, quindi esclusi i
vincoli posti espressamente dalla Rowling su alcuni argomenti il resto
è campo libero.

Ovviamente chi volesse avere un personaggio che fa parte del personale
di supporto deve solo chiedere.

Nessun problema per gli incantesimi, si possono usare indistintamente
sia la versione originale che italiana, attualmente i partecipanti al
gioco conoscono entrambe le versioni o sono comunque in grado di capire
di cosa si tratta con un minimo di ricerca.
Quando avremo giocatori che conoscono solo la versione italiana
provvederemo a compilare un piccolo glossario con le versioni delle
formule e i nomi.

Ultimo appunto, visto che temporalmente la nostra storia si dovrebbe
svolgere almeno 8 anni dopo il settimo libro, proporrei di glissare
ogni volta che per un qualche motivo si dovesse toccare l'argomento
Potter/Voldemort con frasi tipo "sappiamo tutti come andò a finire" e
cambiere discorso, come tormentone.

Mi pare di aver detto quanto serva per ora.

Lettera del Ministero (a probabili docenti e personale di supporto)

*[Un gufo arriva alla vostra finestra con lo schianto tipico di una
comunicazione della pubblica amministrazione]*

---

Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
Magi.

Distinti Saluti
Diomede Serini
Segretario per le attività culturali

---

*[se siete interessati ad interpretare un insegnante o qualcuno dello
staff della scuola rispondete con la reazione che avete e la vostra
descrizione
Nota storica: l'Istituto Fulcanelli dalla sua chiusura per ragioni
mai ben definite, è sempre stato considerato un luogo abbastanza
inquietante, anche per gli standard magici, ma è anche l'unico
edificio magico in Italia in grado di ospitare comodamente una scuola,
di proprietà dello Stato]*

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Un uomo sulla quarantina, con i capelli corti e leggermente
brizzolati sulle tempie, stava sorseggiando tranquillamente una
tazza di the quando lo schianto tipico del gufo gli fece alzare gli
occhi.
"Chi è che rompe a quest'ora" pensò alzandosi.
Si avvicinò alla finestra, la apri e recuperò il gufo dal davanzale.
La città di Milano, al di là del vetro, era caotica come
sempre.Nemmeno la vietta abbastanza isolata dove aveva deciso di
vivere quando si era ritirato dal Ministrero dieci anni prima era
immune dal traffico caotico della metropoli.
Prese la piccola lettera ripegata dalla zampa dell'animale e con una
parola congedò il gufo.

Aprì la lettera che recitava:

> Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso
il
> Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della
medesima.
> Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
> Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
> pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
> delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
> Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di
organizzare
> eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
> Magi.
>
> Distinti Saluti
> Diomede Serini
> Segretario per le attività culturali

"Serini," pensò "è diventato segretario. Non male come carriera"

Si riaccomodò sulla sua poltrona e riprese in mano la sua tazza di
the.
"e così hanno deciso di riaprire il Fulcanelli. Dopo tanti anni si
sono svegliati. mah... quasi quasi vado a sentire. Per decidere se
lavorarci o meno c'è sempre tempo."

Appoggiò la sua tazza, estrasse la bacchetta e aprì un sacchetino di
velluto rosso che era appoggiato su un tavolino lì vicino. Estrasse
dal sacchetto quelli che sembravano un mucchietto di sassi e li
sparpagliò sul tavolo. Scelse uno di quei sassi punto la bacchetta e
disse: "Io, Leonardo de' Vincei, Veggente della Rosa Nera comunico
la mia presenza per la riunione di dopodomani. Giungerò a Roma entro
le ore 9 del mattino con mezzi propri. Non è richiesto pernottamento"

Dettata la comunicazione ripose la bacchetta e dalla runa sorse una
sfera azzurra che si involò nel cielo grigio di Milano.

"beh, anche questa è fatta..." sorrise.
Prese le sue rune le fece saltare tre volte nella mano e le lasciò
cadere sul tavolo. "Vediamo cosa ci riserva il futuro" penso
concentrandosi sulle vibrazioni che le sue "amiche" gli mandavano...

Leonardo de' Vincei
Accolito della Rosa Nera
Veggente

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Il piccolo gufo si poggiò sulla ruvida pietra dell'apertura che fungeva da
finestra nella
grotta naturale situata sul lato della gigantesca rupe che si stagliava isolata
nel mezzo
della campagna molisana. Notò con interesse il fossile di un trilobite e si
avvicinò per
tentare di mangiarlo ma udì il rumore di zoccoli e ricordò il suo dovere. Stese
la propria
zampa verso la gigantesca centauro che gli si avvicinava: alta più di due metri,
aveva pelo
e capelli rosso fragola con balzane calzate su tutte e quattro le zampe e grandi
occhi
verdi.
Svolse la pergamena e lesse:
> Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
> Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
> Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
> Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
> pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
> delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
> Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
> eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
> Magi.
>
> Distinti Saluti
> Diomede Serini
> Segretario per le attività culturali
>
> ---
Ci pensò su un attimo: era abbastanza stufa di fare solo conferenze e di vivere
in una
caverna quindi rivoltò il foglio e scrisse quanto segue:
Confermo la mia partecipazione ma devo richiedere che mi siano fornite le
indicazioni per
un focolare di dimensioni superiori a quelle normali.

Chironea Bellachioma, esperta di Storia dell'Arte Magica

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Seduto sullo sgabello del suo studio privato di Piazza San Domenico a
Napoli, Pasquale rilesse la lettera del Ministero più e più volte sorridendo
fra sé. Di continuare l'articolo non se ne parlava, dopo una notiza del
genere.
- Assafa'... Finalmente Mingozzi si è deciso.. - mormorò. In effetti erano
già due anni che spingeva in tal senso grazie all'autorità conferitagli
dallo U.A.Ne.Ma. , due anni in cui insisteva presso il ministero per
l'istituzione di una scuola pubblica dedicata all'istruzione magica. Troppi
danni aveva fatto l'insegnamento domestico: con la sua esperienza di
collaudatore ne sapeva qualcosa.
Preparò in fretta e furia una risposta lapidaria per il ministero ("Ci sarò.
P. Scandone") e la legò alla zampa di Basile, il Gufo Reale che anni prima
gli aveva portato quella centaura molisana.
- Jamme, Basi', va addo ministere e dance 'sta cosa 'o secretario r'o
ministre. No, Basi', 'a vie 'e mo'! Te ciern'e pappece n'ata vota. -
aggiunse vedendo che il volatile se la prendeva comoda a becchettarsi sotto
l'ala. Basile sbatté le ali infastidito e spicco' il volo.
Pasquale lo osservò ondeggiare un po' prima di stabilizzarsi, come sempre la
posizione tipica del suo volo planare era diagonale pendente verso sinistra.
Scosse la testa borbottando imprecazioni all'indirizzo di quel tipo che gli
aveva sparato anni prima, il fratello del sindaco di quel posto sperduto
("Pietrascura", "Rocciadepressa"... chi se lo ricordava...) da cui l'aveva
portato Chironea. "Chissà" pensò, "se il ministero ha contattato anche lei.
Spero che Mingozzi non faccia l'errore di contattare solo umani, molti
esperti di Arte Magica, Erbologia e Rune sono Centauri o Folletti..."
Scrollò le spalle e si avviò verso la porta: due pastarelle di Scaturchio lo
avrebbero sbloccato, ne era sicuro, tanto più che "Il Corriere della Sfera"
voleva l'articolo entro le sei, prima di chiudere l'inserto...

--
Pasquale "Rammaggio" Scandone

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Il tonfo risuonò per una attimo nella stanza, non molto, ma abbastanza
per far destare Settimio dal suo scomposto riposo sul divanetto del
soggiorno parzialmente adibito a laboratorio.
Era rimasto lì dalla notte prima "giusto qualche minuto per riposarsi
gli occhi" s'era detto, aveva passato tutta la notte a selezionare
legno raccolto la sera prima nei boschi di Rocca Priora, sempre alla
ricerca della qualità di rovere giusta per la nuova bacchetta che
stava progettando, ma sfortunatamente ancora non aveva trovato il tipo
giusto che si accordava col pelo di minollo.
Settimio si alzò scompostamente, prima mettendosi a sedere per
riprendere conoscenza e fare il punto di dove si trovasse in quel
momento, poi tenendosi la testa con una mano si avviò verso la
finestra, decisamente la romanella di compare Vittorio, un suo vicino
babbano, l'aveva steso per bene la sera prima.
Da fuori la finestra un attempato barbagianni fissava con insistenza i
movimenti all'interno.

"Ferruccio? Che accidenti ci fai a quest'or..." Settimio si girò a
guardare l'ora sulla vecchia pendola vicino all'ingresso, che segnava
circa le 12:54
"Niente" s'interruppe e aprì la finestra con un fastidioso cigolio.

Il barbagianni trotterellò dentro andandosi a sistemare su vecchio
poggiatoio vicino al camino, non era nuovo in quella casa, come decano
dei gufi ministeriali aveva il privilegio di vedersi assegnate solo le
consegne nei dintorni di Roma e quindi era diventato ormai di casa
nella maggior parte delle abitazioni magiche della capitale, in
particolare adorava la casa di Settimio per via delle attenzioni che
aveva per lui la governate della casa.
Casa Giano era un vecchio palazzetto sperduto nei boschi di Rocca
Priora, il più alto dei Castelli Romani, praticamente vi abitava solo
Settimio e la sua governante Adua, un'anziana babbana ormai abituata
al mondo dei maghi da non farci neanche troppo caso, bassottella e ben
robusta, leggermente claudicante per via di un'operazione un pò
trascurata negli anni, di un buonumore quasi contagioso, cuoca
provetta e motivo principale che spingeva i gufi in quel posto
sperduto, li viziava come bambini.
Settimio prese la lettera portata da Ferruccio, mentre questi si
tuffava ingordamente su una manciata di coppiette portate da Adua, nel
frattempo penetrata nella stanza al grido di
"Ferruccio, creatura quanto sei sciupato, ma te danno da mangiare ar ministero?
Ecco adua
tua che ti porta tante cose bbuone. Dottò, ma qui le finestre le
apriamo sì? Che c'è aria vizziata che non fa bbene!".

Mentre si chiudeva il vestaglione da camera a causa del calo di
temperatura della stanza provocato dalle esigenze di aerazione di
Adua, Settimio si lesse tutta la lettera sbuffando scocciato.

"Mingozzi... neanche l'hanno eletto e già vuole farsi bello con
l'opinione pubblica" aggiunse con tono sarcastico.
"Vabbè, vediamo che ne viene fuori..." prese da un cassetto del tavolo
delle pergamene, ne srotolò una di piccole dimensioni e vi scrisse
qualche riga con una stilografica ambrata che teneva in una tasca
della vestaglia.

Ripiegò con cura il foglio consegnandolo al gufo, tutto impegnato ad
abbuffarsi di carne.

"Quando hai finito di rovinarti il fegato porta questa risposta al
Ministero" disse e ricevette in risposta solo l'equivalente gufesco di
un sonoro rutto.
"Cominciamo bene..." pensò Settimio.

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Otto era comodamente seduto in poltrona intento a gustare per la 451° volta il
film "La
caduta delle Aquile" sorseggiando una birrozza rossa quando udì uno schianto sul
vetro
della finestra. Essendo abituato a sentire piccioni che sbattevano la testa
contro il vetro
non ci fece più di tanto caso ma un picchiettare continuo lo incuriosì. Si alzò,
poggio la
birra sul tavolo creato dalle ali di un famoso triplano rosso (…) e vide alla
finestra un gufo
ministeriale. Aprì con calma la finestra e il gufo gli porse delicatamente la
zampa per fargli
prendere il messaggio. Otto prese il messaggio e lo lesse mentre il gufo
guardava in giro
alla ricerca di qualcosa di interessante, aspettando che gli desse un nuovo
ordine.
Letto che ebbe, Otto rimase sbalordito dal messaggio. Gli si presentava davanti
la
possibilità di un vero lavoro dove applicare le nozioni che aveva appreso fino a
quel
momento e condividerle con giovani virgulti bramosi di apprendere la magic arte
del volo.
Arraffò quindi la sua penna di pavone e scrisse con molti svolazzi:
"Obbedisco mein comander! Arriverò… fidatevi. O v R."
Mise in fretta il foglietto ripiegato nella piccola sacca di cuoio legata alla
zampa del gufo
che comprendendole sue intenzioni spiccò il volo prima che gli dicesse "Schnell"
Fatto ciò, tornò tutto baldanzoso al suo film ma mentre sorseggiava la rossa
bevanda lo
colse un pensiero profondo e filosofico:
"Quante professoresse avvenenti mi delizieranno le pupille…?"

Otto von Richthofen
Professore di Volo e Trasporti Vari

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Campagne di Ovodda (NU)
Un pomeriggio qualunque

Un uomo piccolo e magro russava beatamente sdraiato su una branda di
ferro, cosparsa di paglia e ricoperta da un logoro e macchiato
lenzuolo di lino. L'interno della stanza era poco illuminato, perchè
la pesante tenda verde che ne fungeva da porta era stata ben tirata.
Erano accostate anche le storte persiane di legno dell'unica,
claustrofobica finestrella. Su un tavolo si trovava ancora una
bottiglia di vino mezza vuota (insieme ad altre tre che probabilmente
qualche ora prima erano ancora piene), una serie di coltelli e diverse
croste di formaggio; lo stesso formaggio che penzolava in caciotte
agganciato alle travi del soffitto basso. Una cordicella fissata alle
due estremità della stanza era leggermente piegata sotto il peso di
alcune canottiere bianche, che dondolavano inebriando la stanza di un
abominevole odore di pecora.

I gechi che scalavano la parete (solo apparentemente sleccazzandola da
cima a fondo) ascoltavano con interesse - o almeno così pareva - il
ronzio delle numerose mosche, che veniva spesso coperto dal sonoro
russare dell'uomo.

All'improvviso un tonfo secco fece sbattere le persiane della
finestrella, e l'ometto scattò in piedi, gridando "Carabinieri!
Carabinieri!". Resosi conto che di carabinieri non si trattava, spostò
le tende - riparandosi gli occhi dal sole ancora caldo - e fissò un
gufo dagli occhi sbarrati il cui becco era rimasto incastrato nel
legno delle sue persiane. Lo staccò dalla sua finestra e prese il
foglietto che portava appeso alla zampa.

Strinse gli occhietti e, mentre leggeva, un ghignetto beffardo andava
formandosi lungo le sue labbra sottili.

> Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
> Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
> Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
> Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
> pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
> delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
> Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
> eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
> Magi.
>
> Distinti Saluti
> Diomede Serini
> Segretario per le attività culturali

Scoppiò in una fragorosa risata ed esclamò, con uno spiccatissimo
accento sardo delle montagne:
"Ajò, era ora che mi chiamavano! Sapevo che un giorno o l'altro la
scuola riapriva. Devo subito mandare i miei ringraziamenti a
Sallustio. Sapevo che tutti i favori che gli ho fatto sarebbero
tornati utili prima o poi."

Così detto, prese un pezzo di pergamena sdrucita fatta artigianalmente
con pelle di capretto e scrisse: "Ci sarò anch'io, datemi il tempo di
scendere a Dorgali e chiedere a qualche Foca Monaca se mi può
accompagnare fino a Civitavecchia. Con i tempi che corrono meglio non
fidarsi dei traghetti babbani. Cordialmente, Giuseppe Bachisio Barranca"

Tra sè pensò: "Hmm, devo organizzare il trasloco. Speriamo che i
ragazzi dell'impresa si comportino bene, l'ultima volta mi hanno
spaccato il vasetto delle zecche. Poverini, due di loro si erano
appena sposati."

Ammirò compiaciuto le colline e il cielo immenso che si stagliavano
nel panorama di fronte alla sua casupola isolata, trasse un profondo
respiro e disse: "Continente, arrivo!"

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Luogo: Colline Umbre nei pressi di Città di Castello -
Una vecchia casa parrocchiale affiancata dai resti di una chiesa sconsacrata

Al secondo piano della casa, le ante erano ancora ben chiuse, tranne per una
minuscola finestrella sul lato nord, casualmente dimenticata.
La camera, che occupava quasi interamente il piano, pareva il regno del caos
immerso nella penombra; nel bel mezzo di questo caos, spiccava ciò che un
tempo poteva chiamarsi letto.
Sotto innumerevoli strati di coperte, Amelia stava ancora dormendo: attorno
al letto, disordinate pile di libri a testimonianza della notte - quasi
insonne - trascorsa.

>*[Un gufo arriva alla vostra finestra con lo schianto tipico di una
>comunicazione della pubblica amministrazione]*

"Accidenti ..." mormorò tra sè la donna, prima di gridare. "Romeo! Va a
raccattare quel disgraziato di un gufo per favore!".
Al piano sottostante rimbombarono alcuni passi, rumori di porte che sbattono
e infine il classico schiocco di ali.
Qualche secondo più tardi, mentre il sonno era ripiombato sulla stanza,
altri passi veloci salirono le scale di legno, fino ad entrare, senza tante
cerimonie, nella stanza.
"Sorella, una lettera del Ministero!".
Un ragazzo sulla ventina si gettò a sedere sul letto - districandosi tra le
pile pericolanti e, aperta la missiva, ne lesse il contenuto a voce alta.

>Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
>Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
>Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
>Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
>pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
>delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
>Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
>eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
>Magi.
>Distinti Saluti
>Diomede Serini
>Segretario per le attività culturali

"Sorella, questa sì che è un'occasione!".
Da sotto le coperte venne un mugugno.
"Anche i miracoli avvengono, di tanto in tanto ...".
"Amelia, non dicevi di aspettare un cambiamento simile?".
Infine la strega si alzò a sedere: si sistemò i capelli arruffati e prese la
lettera.
La lesse diverse volte, prima di sospirare con un mezzo sorriso.
"Fratre, mi dovrai prestare Galvano per un paio di giorni ...".
Ed estratte pergamena e penna da sotto il cuscino, stilò la risposta.

Amelia Artemis

Ministero della Magia, Ufficio del Ministro - 22 novembre 2006

Un tazza di cappuccino ormai freddo se ne stava abbandonata, insieme a
qualche cumulo di missive e documenti vari, sulla scrivania del
ministro italiano della magia, erano giorni che il ministro non si
concedeva una pausa per gustare la sua bevanda preferita, troppo preso
dalle pressanti richieste della comunità magica di riaprire una
scuola, in Italia ce n'era già una privata, ma ormai la comunità stava
crescendo e c'erano troppe richieste insoddisfatte d'istruzione
specifica.
il ministro Mingozzi era stato da poco eletto, stranamente in
concomitanza col nuovo governo, fatto raro considerato che la comunità
magica italiana era decisamente più stabile della situazione politica
babbana, tuttavia stavolta il nuovo governo babbano fu subito
affiancato da un nuovo ministro della magia, suscitando fiumi
d'inchiostro a riguardo su i vari giornali della comunità magica
internazionale, ma questa è un'altra storia.
Mingozzi non era certo un uomo d'azione, malgrado fosse entrato al
ministero come auror ben presto passò al lavoro d'ufficio, i maligni
affermano che l'unico mago oscuro che fosse mai riuscito a catturare
si stesse in realtà costituendo di sua volontà, fatto sta ora era
ministro e tutte le grane che ne conseguono erano piombate sulle sue
spalle.
Continuava a leggere e rileggere una circolare dettata giorni prima,
indeciso se farla mettere in atto o meno, era una scelta pesante che
avrebbe coinvolto molte persone e lui era il solo a poter prendere una
tale decisione, si voltò verso la finestra del suo studio speranzoso
di trovare una qualche ispirazione, finestra tenuta prudentemente
chiusa non per la temperatura che in quei giorni a Roma era ancora
sopportabile, ma per evitare che animali vari entrassero nella stanza,
non era molto amante delle bestiole.
Alla fine fece un lungo sospiro e si rivolse ad una delle foto
incorniciate sulla scrivania, mezza coperta dalle scartoffie.
"Milena, faccia spedire quelle lettere alle persone sulla lista che le
ho dato e dia disposizioni per iniziare le pratiche per la riapertura
del Fulcanelli" poi si fermò un attimo.
"E mi faccia portare un cappucino caldo con un'aracrosta" concluse.