*[Un gufo arriva alla vostra finestra con lo schianto tipico di una
comunicazione della pubblica amministrazione]*
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Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
Magi.
Distinti Saluti
Diomede Serini
Segretario per le attività culturali
---
*[se siete interessati ad interpretare un insegnante o qualcuno dello
staff della scuola rispondete con la reazione che avete e la vostra
descrizione
Nota storica: l'Istituto Fulcanelli dalla sua chiusura per ragioni
mai ben definite, è sempre stato considerato un luogo abbastanza
inquietante, anche per gli standard magici, ma è anche l'unico
edificio magico in Italia in grado di ospitare comodamente una scuola,
di proprietà dello Stato]*
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Un uomo sulla quarantina, con i capelli corti e leggermente
brizzolati sulle tempie, stava sorseggiando tranquillamente una
tazza di the quando lo schianto tipico del gufo gli fece alzare gli
occhi.
"Chi è che rompe a quest'ora" pensò alzandosi.
Si avvicinò alla finestra, la apri e recuperò il gufo dal davanzale.
La città di Milano, al di là del vetro, era caotica come
sempre.Nemmeno la vietta abbastanza isolata dove aveva deciso di
vivere quando si era ritirato dal Ministrero dieci anni prima era
immune dal traffico caotico della metropoli.
Prese la piccola lettera ripegata dalla zampa dell'animale e con una
parola congedò il gufo.
Aprì la lettera che recitava:
> Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso
il
> Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della
medesima.
> Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
> Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
> pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
> delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
> Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di
organizzare
> eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
> Magi.
>
> Distinti Saluti
> Diomede Serini
> Segretario per le attività culturali
"Serini," pensò "è diventato segretario. Non male come carriera"
Si riaccomodò sulla sua poltrona e riprese in mano la sua tazza di
the.
"e così hanno deciso di riaprire il Fulcanelli. Dopo tanti anni si
sono svegliati. mah... quasi quasi vado a sentire. Per decidere se
lavorarci o meno c'è sempre tempo."
Appoggiò la sua tazza, estrasse la bacchetta e aprì un sacchetino di
velluto rosso che era appoggiato su un tavolino lì vicino. Estrasse
dal sacchetto quelli che sembravano un mucchietto di sassi e li
sparpagliò sul tavolo. Scelse uno di quei sassi punto la bacchetta e
disse: "Io, Leonardo de' Vincei, Veggente della Rosa Nera comunico
la mia presenza per la riunione di dopodomani. Giungerò a Roma entro
le ore 9 del mattino con mezzi propri. Non è richiesto pernottamento"
Dettata la comunicazione ripose la bacchetta e dalla runa sorse una
sfera azzurra che si involò nel cielo grigio di Milano.
"beh, anche questa è fatta..." sorrise.
Prese le sue rune le fece saltare tre volte nella mano e le lasciò
cadere sul tavolo. "Vediamo cosa ci riserva il futuro" penso
concentrandosi sulle vibrazioni che le sue "amiche" gli mandavano...
Leonardo de' Vincei
Accolito della Rosa Nera
Veggente
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Il piccolo gufo si poggiò sulla ruvida pietra dell'apertura che fungeva da
finestra nella
grotta naturale situata sul lato della gigantesca rupe che si stagliava isolata
nel mezzo
della campagna molisana. Notò con interesse il fossile di un trilobite e si
avvicinò per
tentare di mangiarlo ma udì il rumore di zoccoli e ricordò il suo dovere. Stese
la propria
zampa verso la gigantesca centauro che gli si avvicinava: alta più di due metri,
aveva pelo
e capelli rosso fragola con balzane calzate su tutte e quattro le zampe e grandi
occhi
verdi.
Svolse la pergamena e lesse:
> Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
> Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
> Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
> Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
> pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
> delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
> Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
> eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
> Magi.
>
> Distinti Saluti
> Diomede Serini
> Segretario per le attività culturali
>
> ---
Ci pensò su un attimo: era abbastanza stufa di fare solo conferenze e di vivere
in una
caverna quindi rivoltò il foglio e scrisse quanto segue:
Confermo la mia partecipazione ma devo richiedere che mi siano fornite le
indicazioni per
un focolare di dimensioni superiori a quelle normali.
Chironea Bellachioma, esperta di Storia dell'Arte Magica
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Seduto sullo sgabello del suo studio privato di Piazza San Domenico a
Napoli, Pasquale rilesse la lettera del Ministero più e più volte sorridendo
fra sé. Di continuare l'articolo non se ne parlava, dopo una notiza del
genere.
- Assafa'... Finalmente Mingozzi si è deciso.. - mormorò. In effetti erano
già due anni che spingeva in tal senso grazie all'autorità conferitagli
dallo U.A.Ne.Ma. , due anni in cui insisteva presso il ministero per
l'istituzione di una scuola pubblica dedicata all'istruzione magica. Troppi
danni aveva fatto l'insegnamento domestico: con la sua esperienza di
collaudatore ne sapeva qualcosa.
Preparò in fretta e furia una risposta lapidaria per il ministero ("Ci sarò.
P. Scandone") e la legò alla zampa di Basile, il Gufo Reale che anni prima
gli aveva portato quella centaura molisana.
- Jamme, Basi', va addo ministere e dance 'sta cosa 'o secretario r'o
ministre. No, Basi', 'a vie 'e mo'! Te ciern'e pappece n'ata vota. -
aggiunse vedendo che il volatile se la prendeva comoda a becchettarsi sotto
l'ala. Basile sbatté le ali infastidito e spicco' il volo.
Pasquale lo osservò ondeggiare un po' prima di stabilizzarsi, come sempre la
posizione tipica del suo volo planare era diagonale pendente verso sinistra.
Scosse la testa borbottando imprecazioni all'indirizzo di quel tipo che gli
aveva sparato anni prima, il fratello del sindaco di quel posto sperduto
("Pietrascura", "Rocciadepressa"... chi se lo ricordava...) da cui l'aveva
portato Chironea. "Chissà" pensò, "se il ministero ha contattato anche lei.
Spero che Mingozzi non faccia l'errore di contattare solo umani, molti
esperti di Arte Magica, Erbologia e Rune sono Centauri o Folletti..."
Scrollò le spalle e si avviò verso la porta: due pastarelle di Scaturchio lo
avrebbero sbloccato, ne era sicuro, tanto più che "Il Corriere della Sfera"
voleva l'articolo entro le sei, prima di chiudere l'inserto...
--
Pasquale "Rammaggio" Scandone
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Il tonfo risuonò per una attimo nella stanza, non molto, ma abbastanza
per far destare Settimio dal suo scomposto riposo sul divanetto del
soggiorno parzialmente adibito a laboratorio.
Era rimasto lì dalla notte prima "giusto qualche minuto per riposarsi
gli occhi" s'era detto, aveva passato tutta la notte a selezionare
legno raccolto la sera prima nei boschi di Rocca Priora, sempre alla
ricerca della qualità di rovere giusta per la nuova bacchetta che
stava progettando, ma sfortunatamente ancora non aveva trovato il tipo
giusto che si accordava col pelo di minollo.
Settimio si alzò scompostamente, prima mettendosi a sedere per
riprendere conoscenza e fare il punto di dove si trovasse in quel
momento, poi tenendosi la testa con una mano si avviò verso la
finestra, decisamente la romanella di compare Vittorio, un suo vicino
babbano, l'aveva steso per bene la sera prima.
Da fuori la finestra un attempato barbagianni fissava con insistenza i
movimenti all'interno.
"Ferruccio? Che accidenti ci fai a quest'or..." Settimio si girò a
guardare l'ora sulla vecchia pendola vicino all'ingresso, che segnava
circa le 12:54
"Niente" s'interruppe e aprì la finestra con un fastidioso cigolio.
Il barbagianni trotterellò dentro andandosi a sistemare su vecchio
poggiatoio vicino al camino, non era nuovo in quella casa, come decano
dei gufi ministeriali aveva il privilegio di vedersi assegnate solo le
consegne nei dintorni di Roma e quindi era diventato ormai di casa
nella maggior parte delle abitazioni magiche della capitale, in
particolare adorava la casa di Settimio per via delle attenzioni che
aveva per lui la governate della casa.
Casa Giano era un vecchio palazzetto sperduto nei boschi di Rocca
Priora, il più alto dei Castelli Romani, praticamente vi abitava solo
Settimio e la sua governante Adua, un'anziana babbana ormai abituata
al mondo dei maghi da non farci neanche troppo caso, bassottella e ben
robusta, leggermente claudicante per via di un'operazione un pò
trascurata negli anni, di un buonumore quasi contagioso, cuoca
provetta e motivo principale che spingeva i gufi in quel posto
sperduto, li viziava come bambini.
Settimio prese la lettera portata da Ferruccio, mentre questi si
tuffava ingordamente su una manciata di coppiette portate da Adua, nel
frattempo penetrata nella stanza al grido di
"Ferruccio, creatura quanto sei sciupato, ma te danno da mangiare ar ministero?
Ecco adua
tua che ti porta tante cose bbuone. Dottò, ma qui le finestre le
apriamo sì? Che c'è aria vizziata che non fa bbene!".
Mentre si chiudeva il vestaglione da camera a causa del calo di
temperatura della stanza provocato dalle esigenze di aerazione di
Adua, Settimio si lesse tutta la lettera sbuffando scocciato.
"Mingozzi... neanche l'hanno eletto e già vuole farsi bello con
l'opinione pubblica" aggiunse con tono sarcastico.
"Vabbè, vediamo che ne viene fuori..." prese da un cassetto del tavolo
delle pergamene, ne srotolò una di piccole dimensioni e vi scrisse
qualche riga con una stilografica ambrata che teneva in una tasca
della vestaglia.
Ripiegò con cura il foglio consegnandolo al gufo, tutto impegnato ad
abbuffarsi di carne.
"Quando hai finito di rovinarti il fegato porta questa risposta al
Ministero" disse e ricevette in risposta solo l'equivalente gufesco di
un sonoro rutto.
"Cominciamo bene..." pensò Settimio.
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Otto era comodamente seduto in poltrona intento a gustare per la 451° volta il
film "La
caduta delle Aquile" sorseggiando una birrozza rossa quando udì uno schianto sul
vetro
della finestra. Essendo abituato a sentire piccioni che sbattevano la testa
contro il vetro
non ci fece più di tanto caso ma un picchiettare continuo lo incuriosì. Si alzò,
poggio la
birra sul tavolo creato dalle ali di un famoso triplano rosso (…) e vide alla
finestra un gufo
ministeriale. Aprì con calma la finestra e il gufo gli porse delicatamente la
zampa per fargli
prendere il messaggio. Otto prese il messaggio e lo lesse mentre il gufo
guardava in giro
alla ricerca di qualcosa di interessante, aspettando che gli desse un nuovo
ordine.
Letto che ebbe, Otto rimase sbalordito dal messaggio. Gli si presentava davanti
la
possibilità di un vero lavoro dove applicare le nozioni che aveva appreso fino a
quel
momento e condividerle con giovani virgulti bramosi di apprendere la magic arte
del volo.
Arraffò quindi la sua penna di pavone e scrisse con molti svolazzi:
"Obbedisco mein comander! Arriverò… fidatevi. O v R."
Mise in fretta il foglietto ripiegato nella piccola sacca di cuoio legata alla
zampa del gufo
che comprendendole sue intenzioni spiccò il volo prima che gli dicesse "Schnell"
Fatto ciò, tornò tutto baldanzoso al suo film ma mentre sorseggiava la rossa
bevanda lo
colse un pensiero profondo e filosofico:
"Quante professoresse avvenenti mi delizieranno le pupille…?"
Otto von Richthofen
Professore di Volo e Trasporti Vari
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Campagne di Ovodda (NU)
Un pomeriggio qualunque
Un uomo piccolo e magro russava beatamente sdraiato su una branda di
ferro, cosparsa di paglia e ricoperta da un logoro e macchiato
lenzuolo di lino. L'interno della stanza era poco illuminato, perchè
la pesante tenda verde che ne fungeva da porta era stata ben tirata.
Erano accostate anche le storte persiane di legno dell'unica,
claustrofobica finestrella. Su un tavolo si trovava ancora una
bottiglia di vino mezza vuota (insieme ad altre tre che probabilmente
qualche ora prima erano ancora piene), una serie di coltelli e diverse
croste di formaggio; lo stesso formaggio che penzolava in caciotte
agganciato alle travi del soffitto basso. Una cordicella fissata alle
due estremità della stanza era leggermente piegata sotto il peso di
alcune canottiere bianche, che dondolavano inebriando la stanza di un
abominevole odore di pecora.
I gechi che scalavano la parete (solo apparentemente sleccazzandola da
cima a fondo) ascoltavano con interesse - o almeno così pareva - il
ronzio delle numerose mosche, che veniva spesso coperto dal sonoro
russare dell'uomo.
All'improvviso un tonfo secco fece sbattere le persiane della
finestrella, e l'ometto scattò in piedi, gridando "Carabinieri!
Carabinieri!". Resosi conto che di carabinieri non si trattava, spostò
le tende - riparandosi gli occhi dal sole ancora caldo - e fissò un
gufo dagli occhi sbarrati il cui becco era rimasto incastrato nel
legno delle sue persiane. Lo staccò dalla sua finestra e prese il
foglietto che portava appeso alla zampa.
Strinse gli occhietti e, mentre leggeva, un ghignetto beffardo andava
formandosi lungo le sue labbra sottili.
> Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
> Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
> Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
> Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
> pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
> delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
> Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
> eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
> Magi.
>
> Distinti Saluti
> Diomede Serini
> Segretario per le attività culturali
Scoppiò in una fragorosa risata ed esclamò, con uno spiccatissimo
accento sardo delle montagne:
"Ajò, era ora che mi chiamavano! Sapevo che un giorno o l'altro la
scuola riapriva. Devo subito mandare i miei ringraziamenti a
Sallustio. Sapevo che tutti i favori che gli ho fatto sarebbero
tornati utili prima o poi."
Così detto, prese un pezzo di pergamena sdrucita fatta artigianalmente
con pelle di capretto e scrisse: "Ci sarò anch'io, datemi il tempo di
scendere a Dorgali e chiedere a qualche Foca Monaca se mi può
accompagnare fino a Civitavecchia. Con i tempi che corrono meglio non
fidarsi dei traghetti babbani. Cordialmente, Giuseppe Bachisio Barranca"
Tra sè pensò: "Hmm, devo organizzare il trasloco. Speriamo che i
ragazzi dell'impresa si comportino bene, l'ultima volta mi hanno
spaccato il vasetto delle zecche. Poverini, due di loro si erano
appena sposati."
Ammirò compiaciuto le colline e il cielo immenso che si stagliavano
nel panorama di fronte alla sua casupola isolata, trasse un profondo
respiro e disse: "Continente, arrivo!"
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Luogo: Colline Umbre nei pressi di Città di Castello -
Una vecchia casa parrocchiale affiancata dai resti di una chiesa sconsacrata
Al secondo piano della casa, le ante erano ancora ben chiuse, tranne per una
minuscola finestrella sul lato nord, casualmente dimenticata.
La camera, che occupava quasi interamente il piano, pareva il regno del caos
immerso nella penombra; nel bel mezzo di questo caos, spiccava ciò che un
tempo poteva chiamarsi letto.
Sotto innumerevoli strati di coperte, Amelia stava ancora dormendo: attorno
al letto, disordinate pile di libri a testimonianza della notte - quasi
insonne - trascorsa.
>*[Un gufo arriva alla vostra finestra con lo schianto tipico di una
>comunicazione della pubblica amministrazione]*
"Accidenti ..." mormorò tra sè la donna, prima di gridare. "Romeo! Va a
raccattare quel disgraziato di un gufo per favore!".
Al piano sottostante rimbombarono alcuni passi, rumori di porte che sbattono
e infine il classico schiocco di ali.
Qualche secondo più tardi, mentre il sonno era ripiombato sulla stanza,
altri passi veloci salirono le scale di legno, fino ad entrare, senza tante
cerimonie, nella stanza.
"Sorella, una lettera del Ministero!".
Un ragazzo sulla ventina si gettò a sedere sul letto - districandosi tra le
pile pericolanti e, aperta la missiva, ne lesse il contenuto a voce alta.
>Con la presente si invita la signoria vostra a presentarsi presso il
>Ministero della Magia entro due giorni dal ricevimento della medesima.
>Scopo dell'incontro sarà una riunione, presieduta dal ministro
>Sallustio Mingozzi, per organizzare la nuova scuola
>pubblica italiana di magia, l'Istituto Statale per l'Insegnamento
>delle Discipline Esoteriche Fulcanelli.
>Sarà gradita una conferma di partecipazione allo scopo di organizzare
>eventuali accoglienze nella Capitale e possibilmente un Curriculum
>Magi.
>Distinti Saluti
>Diomede Serini
>Segretario per le attività culturali
"Sorella, questa sì che è un'occasione!".
Da sotto le coperte venne un mugugno.
"Anche i miracoli avvengono, di tanto in tanto ...".
"Amelia, non dicevi di aspettare un cambiamento simile?".
Infine la strega si alzò a sedere: si sistemò i capelli arruffati e prese la
lettera.
La lesse diverse volte, prima di sospirare con un mezzo sorriso.
"Fratre, mi dovrai prestare Galvano per un paio di giorni ...".
Ed estratte pergamena e penna da sotto il cuscino, stilò la risposta.
Amelia Artemis
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