Un tazza di cappuccino ormai freddo se ne stava abbandonata, insieme a
qualche cumulo di missive e documenti vari, sulla scrivania del
ministro italiano della magia, erano giorni che il ministro non si
concedeva una pausa per gustare la sua bevanda preferita, troppo preso
dalle pressanti richieste della comunità magica di riaprire una
scuola, in Italia ce n'era già una privata, ma ormai la comunità stava
crescendo e c'erano troppe richieste insoddisfatte d'istruzione
specifica.
il ministro Mingozzi era stato da poco eletto, stranamente in
concomitanza col nuovo governo, fatto raro considerato che la comunità
magica italiana era decisamente più stabile della situazione politica
babbana, tuttavia stavolta il nuovo governo babbano fu subito
affiancato da un nuovo ministro della magia, suscitando fiumi
d'inchiostro a riguardo su i vari giornali della comunità magica
internazionale, ma questa è un'altra storia.
Mingozzi non era certo un uomo d'azione, malgrado fosse entrato al
ministero come auror ben presto passò al lavoro d'ufficio, i maligni
affermano che l'unico mago oscuro che fosse mai riuscito a catturare
si stesse in realtà costituendo di sua volontà, fatto sta ora era
ministro e tutte le grane che ne conseguono erano piombate sulle sue
spalle.
Continuava a leggere e rileggere una circolare dettata giorni prima,
indeciso se farla mettere in atto o meno, era una scelta pesante che
avrebbe coinvolto molte persone e lui era il solo a poter prendere una
tale decisione, si voltò verso la finestra del suo studio speranzoso
di trovare una qualche ispirazione, finestra tenuta prudentemente
chiusa non per la temperatura che in quei giorni a Roma era ancora
sopportabile, ma per evitare che animali vari entrassero nella stanza,
non era molto amante delle bestiole.
Alla fine fece un lungo sospiro e si rivolse ad una delle foto
incorniciate sulla scrivania, mezza coperta dalle scartoffie.
"Milena, faccia spedire quelle lettere alle persone sulla lista che le
ho dato e dia disposizioni per iniziare le pratiche per la riapertura
del Fulcanelli" poi si fermò un attimo.
"E mi faccia portare un cappucino caldo con un'aracrosta" concluse.
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